
Chi scrive ha vissuto oltre 40 anni di partito prima nel MSI, poi segretario in AN, infine simpatizzante di Fratelli d’Italia in Giorgia Meloni. Ne ho vissute e viste di tutte e di più di classi dirigenti del partito a livello di area intercomunale, che come tutte le altre classi dirigenti di tutti i partiti, pensano esclusivamente ai propri interessi, alle proprie nicchie, ai loro presunti fortini elettorali, tanto da ritrovarsi ai vertici spesso e volentieri, chi non ha nulla hanno a che fare con la storia del partito e della destra. Potrei scrivere un libro, forse lo farò, per il momento mi limito ad una riflessione sull’attuale classe dirigente di area, diciamo di collegio, incapace neppure di esprimere quel minimo indispensabile, le basi, per una incisiva attività politica tanto da coprire quelle che sono le mire personali di una elezione diretta o altro. A Frattamaggiore, Grumo Nevano e Casandrino, Fratelli d’Italia esprime solo fantasmi politici a livello di responsabili territoriali di area, di collegio: senza punti di riferimento, senza sedi, senza azione politica, con dirigenti nominati nelle ristrette stanze per mantenere il controllo del partito, nomine attraverso responsabili nazionali, regionali e provinciali che spesso non sanno neppure l’esistenza di questi Comuni, tranne per racimolare qualche voto in campagne elettorali, e i risultati catastrofici sono eloquenti. Congressi che sono diventati una farsa semplicemente per eleggere chi è riuscito a inserire on line quante più tessere possibile da cui scaturiscono i comitati di gestione politica del partito personalizzati, quei comitati incapaci di produrre azioni politiche e programmi. Spesso mi domando se Giorgia Meloni sia al corrente della totale assenza della politica di Fratelli d’Italia a Frattamaggiore, Grumo Nevano e Casandrino, circa 60.000 abitanti totalmente ignorati dalla classe dirigente di Fratelli d’Italia. Di questo passo, cara Giorgia, quì sarà De Luca a vita.